
In questo senso la Psicoanalisi Bacana sarebbe anche una resistenza alla colonizzazione della teoria psicoanalitica da parte del Nord, e ciò che l'autore fa è invitarci a pensare le forme con cui siamo stati colonizzati nella psicoanalisi, collocando la Francia e l'Europa al posto del colonizzatore, e la psicoanalisi francese al posto della verità, come ideale da raggiungere. La stessa psicoanalisi tradizionale, che si mette a criticare i movimenti che usano l'identità in modo strategico nella politica, soccombe al super-io tirannico che limita la prassi psicoanalitica alla lingua e ai testi della matrice, critica la scienza nel momento stesso in cui mette al suo posto il testo dei maestri psicoanalisti. Concludendo, quando la psicoanalisi bacana di Jairo ricorda che trattiamo del desiderio, e che questo è movimento, ne riprendiamo il potenziale danzante, che invoca la creazione allegra dell'atto contro la malinconia neoliberale che paralizza. Qui in America Latina danziamo, lottiamo e allo stesso tempo giochiamo con ritmi diversi. Creiamo il nostro nodo borromeo tra razza, classe e genere in un sinthomo singolare della psicoanalisi nel nostro territorio, con la ricchezza dei sapori regionali, la bellezza dei colori tropicali e il dondolio delle nostre musiche che, dal Sud al Nord, non ci lasciano smettere di muoverci.
Aline Souza Martins
© 2026 Todos los derechos reservados. | Editorial Kaziyadu
